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lunedì, 30 aprile 2007

Ooops: Dimenticavo di dirvi che la Lez 5 è cambiata rispetto a quella era già online fino ad oggi. In pratica si tratta di 3 o 4 slides in più per meglio spiegare il "percorso" che stiamo facendo ...
Grazie per la pazienza.
dvd

postato da: dvd25 alle ore 18:06 | link | commenti
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Un altra lezione on-line e qualche istruzione...

Ecco la lezione 5. Ricordo a tutti che dopo aver scaricato il file, lo dovrete aprire con il menù visualizza, utilizzare l'opzione "pagine note" per poter vedere tutti i testi.

Vi introduco (per chi ancora non li conoscesse) intanto qualche altro concetto: "Folksonomy" per cominciare ed uno dei primi e più importanti siti attori di questo fenomeno è delicious!

Chi era a lezione quando ho parlato di classificazione dei dati e di metadati e ai motori di ricerca, ricorderà (spero) che ho accennato anche a sistemi assolutamente innovativi di classificazione dei dati in Rete , basati sulle classificazioni fatte dalle persone stesse: questa è la folksonomy.

Godetevi delicious e gli incredibili percorsi nella rete che apre, e tenete presente che ormai quasi tutti i siti e le piattaforme dell'area cosiddetta del Web 2.0 (tanto per fare esempio dei più famosi Flickr) offrono la possibilità di "taggare" (= classificare con proprie parole) le risorse immesse o trovate on-line.

Buon divertimento!

dvd

P.S.
Comunicazione di servizio per gli autori: per inserire una foto o un file da poter scaricare (download) dal Blog basta utilizzare l'icona con la macchina fotografica in alto nell'editor (dovreste già vedere un esempio insieme alla lez.5)

postato da: dvd25 alle ore 18:00 | link | commenti
categorie: suggerimenti, flickr, delicious

Effettivamente Nela ha ragione.
Andando in giro per la Rete c'è molto di più di quanto ci si possa immaginare. Ed a me era completamente sfuggito il fenomeno: è veramente impressionanti il numero di "ad memoria", di blog e di collegamenti vari e diversi che ci sono sulla storia del massacro alla Virginia Tech (anche alcuni di carattere disgustosamente commerciale).
Persino la Polizia si è messa ad analizzare le "tracce on-line" del killer (vedi articolo sul Corriere on-line del 23 aprile) per capirne il profilo!

Ed ho notato che anche il "face book" italiano ha un grossa sezione del network dedicata alla tragedia.

A questo proposito mi viene in mente un altra considerazione.

E cioè che, come sempre, un gran parte delle moda mediatiche, così come dei contenuti e dei fenomeni della Rete sia sempre "made in USA".

Non che questo sia di per se un male (io stesso sono 50% made in USA), ma i fenomeni e le mode che ci arrivano dall'altra parte dell'Atlantico, rispetto alla formazione e alla sensibilità europea, mi lasciano un po' perplesso.

Ma questo è lo stato delle cose! Mia figlia di 12 anni - come gran parte delle sue amichette - passa il tempo su myspace e youtube alla ricerca delle foto e dei video di cantanti e gruppi che sono perlopiù americani!

E la Rete sembra amplificare questa potenza di produrre "moda" del mondo anglosassone. Ripeto: non dico che sia in se un male - ma noi che ci stiamo a fare?

dvd

P.S.: certo è che le nostre istituzioni e i nostri processi formativi non facilitano i giovani a produrre nuove "mode culturali"...


postato da: dvd25 alle ore 09:32 | link | commenti (3)
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sabato, 28 aprile 2007

Virginia Tech- I blog sopravvivono i creatori

Ecco subito un'argomento che mi ha fatto riflettere negli ultimi giorni... Come ho detto prima, nel post precedente (nel caso qualcuno l'abbia letto :)), le lezioni non le ho seguite, e quindi non lo so se ne avete parlato finora di questo tema. Cmq, l'ho trovato strano che, in quelli insegnamenti che ho seguito, non si è sentita neanche una parola su questo evento (si è parlato di Madre Teresa, del Papa Giovanni e del calcio, con tutto il rispetto dovuto, sopratutto ai primi due nominati), ma neanche una parola sull'evento che ha fatto la principale notizia per giorni nel maggior numero dei mass-media del tutto il mondo. E perche' se ne dovrebbe parlare? Non è perche siamo tutti studenti e il tema ci riguarda. Non è perche dobbiamo essere preoccuppati delle leggi sul aquisto delle armi negli Stati Uniti. Non è perche ne hanno parlato e scritto tutti (o quasi) i media del mondo. Ma è perche, proprio nell'ambito di internet, questo evento ha sottolineato un momento forse non ancora visto (almeno non al livello mondiale). Gli studenti uccisi sono stati sopravissuti dai loro blog. Molti di questi blog, ma sopratutto quello di Emily Jane Hilscher su Facebook, (l'alternativa al Myspace, ma quello che cambia è che la maggior parte delle persone ci mette il loro vero nome), sono diventati dei veri e propri luogi di commemorazione online, con migliaia e migliaia di visitatori per giorno. (questo, nei primi giorni, anche perche ci è stato l'aiuto degli grandi media come BBC, CNN ed altri che lo hanno link-ato, ma non solo: i media importanti hanno anche usato le citazioni da questi blog per descrivere le persone decedute. Anche questo è un momento, se non nuovo perche è già da un pò che i post si utilizzano come punti di vista della gente comune dalla parte dei media stampati, almeno un momento di interesse per un futuro giornalista. Saranno i studenti uccisi della Virginia Tech il primo gruppo di esser stato sopravissuto dalle loro presentazioni personali online? Sicuramente sarà successo prima, con qualche giornalista. Ma sempre e comunque, non sembra anche un piccolo (o grande?) fenomeno, una svolta? Tsunami ha marcato l'inizio di citizen journalism. 11 settembre ha, dicono, segnato l'inizio di un nuovo momento nella storia (direi contemporanea). Virginia Tech, mi sembra, ha marcato l'inizio di un internet che soppravvive i loro creatori. Se ne sapete di altri esempi, se siete d'accordo, se non siete d'accordo, mi piacerebbe sentire le vostre opinioni. A me mi sembra un buon motivo per scatenare i pensieri su: Come cambiera internet di domani? Le culture dei bloggers, i loro siti, se potrebbero essere ritracciati, potrebbero anche fornire informazioni utili nelle risoluzioni dei crimini? Cosa succederà con i blog di successo una volta non ci sono più i loro creatori? E se il blog Emily Jane Hilscher avrebbe avuto Adsense? Chi avrebbe guadagnato dai innumerevoli click dopo la sua morte? E se accade la morte di un utenete di Paypal (il sistema di pagamento online)? Chi avrebbe la comunicazione sui suoi guadagni, dove finirebbero questi soldi? Queste ultime domande mi piacerebbe sentire risposte dal prof. o da qualcuno degli studenti che ne ha un'opinione o un'informazione. Forse quest'ultimo non sembra direttamente legato all giornalismo online, pero' secondo me lo e' comunque e per tutti, ma anche e forse sopratutto per i giornalisti online che vanno pagati tramite i loro blog, o che raccolgono altri pagamenti tramite Paypal e sistemi simili, dei quali ne saranno tantissimi e sempre di più. Alla fine, i link sul tema: -Il sito ufficiale della Universita: Virginia Tech (anch'esso diventato un punto di riferimento e d'informazione per i giornalisti, ma non solo) http://www.vt.edu/tragedy/ -Un articolo, in inglese purtroppo, che parla di Emily Hilscher su facebook, come altri blog su facebook e altrove hanno pubbliccato delle informazioni false intorno alla sua relazione con il killer, poi trasmessi dai media etc. http://blog.fastcompany.com/archives/2007/04/23/facebook_and_virginia_tech_a_new_normal.html

postato da: Nela alle ore 18:12 | link | commenti
categorie: blog, suggerimenti, social bookmarking, virginia tech, tracce on-line

Finalmente! (un' insegnamento sui media d'oggi :))

Finalmente, eccoci! E' da un pò che volevo seguire questo corso, il suo programma l'ho trovato interessante, ma finalmente, ho deciso di farlo questa volta, purtroppo, da non frequentante, o da frequentante casuale, visto che gli orari del corso sono uguali ad alcune altre lezioni che sto seguendo. Per motivi di lavoro ed altro, la maggior parte del corso di laurea l'ho fatta da non-frequentante, ma quello che ho letto nei libri di testo e quelle lezioni che stavo e sto seguendo, e facile capire che il programma Media e giornalismo (per non dire gli insegnanti) non è proprio aggiornatissimo sui (non cosi') recenti cambiamenti nel settore, che influenzano largamente le nostre future occupazioni. Cosi', ci soffermiamo a parlare del "fenomeno della televisione di massa", come se abitassimo ancora nel momento della gioventu' degli nostri insegnanti, anni 70-80, basando si sulle ricerche e dati non aggiornati, dati che descrivono un altro momento, non questo per noi importante. (Come si fa ad essere un giornalista buono senza essere aggiornato?) non sottolineando abbastanza il fatto che la televisione, al meno quella che la prof. Buonanno, fra altri, chiama TV-broadcasting (e broadcasting è in realtà, il termine che copre sia TV in generale, sia la radio), non è più il mass-medium al centro della attenzione delle masse (o se, alcuni potreberro argomentare che ancora lo è, non lo sarà ancora a lungo). D'altra parte, la TV narrowcasting, la TV sattellite, sembra una risposta all'avvento dell'internet. (Come ci insegnano, i mass-media non estinguono l'uno l'altro, ma si aggregano, ridefinendosi a vicenda). Con migliaia di canali, la TV "nuova" non è più un flusso continuo per la massa indistinguibile, ma è composta da programmi creati per il profilo d'utente con interessi ben precisi. Insomma, se qualcuno di noi prova a fare qualche commento durante le lezioni (non mi sembra il caso di nominare gli insegnamenti qui, ma credo si sappia quali sono), spesso e volentieri incontrera una veloce ri-direzione da parte dell'insegnante internet-scettico, ma sopratutto, sembra (ed alcuni prof. lo hanno apertamente sottolineato) per mancanza di conoscenze profonde. Non dico che dovrebbero essere esperti, ma almeno che dovrebbero prestare minima attenzione almeno a quelle informazioni che si leggono anche nei quotidiani. Almeno io queste esperienze le ho trovate leggermente frustranti (forse e sopratutto perchè ho già studiato mass-media in un altro sistema scolastico, che mi ha consentito di poter valutare i metodi delle due scule in confronto), senza, certamente, voler sottovalutare il lavoro di alcuni prof. molto bravi a addestrarci sulle "strade giuste", e di ammunirci di criteri di ragionamento molto utili: capire il mondo della politica, sopratutto, ma anche il mondo d'arte, tramite filosofie ed estetica. (sociologie gia' le trovo un pò meno ripaganti, purtroppo). Cmq, questo corso dimostra che ancora ci sono speranze :)) Secondo me, se non lo è ancora, dovrebbe presto entrare a far parte degli insegnamenti obbligatori. Spero di non avervi fatto addormentare di noia con questo post d'introduzione... Ciao a tutti, Nela

postato da: Nela alle ore 17:21 | link | commenti (5)
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mercoledì, 25 aprile 2007

un altra coraggiosa

Ciao a tutti,

mi faccio avanti anche io.. ho appena scaricato le slides delle lezioni.. il mio 56 kappa si è un attimo risentito per il materiale della 4a lezione, dal momento che era più pesante degli altri, ma ha comunque portato a termine il download senza problemi..

Questa settimana non ho potuto seguire le lezioni.. e visto che la prossima è d'esame, ci vediamo tra due settimane..

A presto,

Michela


postato da: MichelaG alle ore 01:14 | link | commenti (3)
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domenica, 22 aprile 2007

Nuovi iscritti e nuove lezioni per il nostro Blog...

In arrivo nuovi autori per il Blog... Ed ecco qualche lezione in più da potervi scaricare...

Vi ricordo: cliccare sulla lezione con il tasto destro mouse e poi ... Una volta scaricata, ricordate di usare il menù “visualizza”, opzione “Pagine Note” per avere i testi completi.

E naturalmente, domande e idee sono benvenute soprattutto se con articoli e/o commenti su questo Blog.

Quanto ai testi di cui vi ho parlato a lezione, rieccovi i titoli anche a beneficio degli assenti:

- Marco Calvo, Gino Roncaglia, Fabio Ciotti, Marco A. Zela, “Internet 2004”, Laterza, Bari, 2004; pubblicato interamente in Rete all’indirizzo: www.laterza.it/internet.

- Steve Krug, “Don’t Make Me Think”, Hops Tecniche Nuove, Milano, 2006 (2° edizione); un dei testi fondamentali del Web Design e dell’Usabilità.

- Sergio Maistrello, “La Parte Abitata della Rete”, Hops Tecniche Nuove, Milano, 2007; aggiornato e ragionato (e utile) excursus sulle novità più interessanti della Rete.

comincio a proporvi qqualche link interessante:

www.apogeonline.com/  è una casa editrice specializzata nel settore ed ha un’ottima webzine, uitilissima per essere aggiornati su quello che succede in Rete.

Poi, l'ottimo www.webgol.it che offre un interessante sul panorama della comunicazione in generale ed altro ancora...

A presto

Dvd

 


postato da: dvd25 alle ore 12:09 | link | commenti
categorie:
martedì, 17 aprile 2007

Post

Ciao a tutti,

scrivo questo mio primo post semplicemente per vedere se funziona tutto.
Beh... si direbbe proprio che é tutto in regola :)

Ne approfitto per avvisare che purtroppo domani non potrò esserci a lezione,
quindi ci vedremo solo giovedì.

Saluti,
Nicolà

postato da: Hellvetia alle ore 20:52 | link | commenti
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Nuovi collaboratori

Come ha appena fatto Nicolà, gli studenti che seguono il corso di Teorie e Tecniche dei Nuovi Media, sono invitati a diventare  "co-autori" del Blog.  Basta commentare un qualunque articolo (meglio l'ultimo), indicando la propria e-mail, in modo che possa procedere all' "invito" formale via Splinder che prevederà alcuni semplicissimi passaggi per ottenere userid e pw.

dvd 


postato da: dvd25 alle ore 20:36 | link | commenti (1)
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Lezione 2

Commenti (anche critici) e domande sulle prime lezioni e, ovviamente anche su quelle che seguiranno sono benvenuti.
dvd

postato da: dvd25 alle ore 20:22 | link | commenti
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Un'occhiata alle statistiche?