UN ESEMPIO DI VALORE SU INTERNET: IL SITO WEB DI “GUCCI”.
Nel cercare un esempio tipico di produzione di valore on-line attraverso la navigazione dei siti web, mi sono concentrata su quello che oggi sicuramente fornisce valore per molteplici motivazioni. Mi riferisco alle “grandi firme” che tramite la tecnologia di internet si sono ritagliate ulteriori spazi per evidenziare la particolarità del loro brand e per diventare conseguentemente “bisogni e soddisfazioni” per i loro clienti. Mi sono concentrata sulla navigazione del sito di Gucci, essendo un marchio di origine fiorentina. Famoso in tutto il mondo, ha creato attraverso il suo marchio l’immagine di prodotti capaci di donare a chi li possiede un miglioramento del proprio status-simbol, soprattutto perché oggi giorno “l’abito FA il monaco” e perché in un’epoca fatta di immagini come lo è la nostra, migliorare la propria, significa migliorare soprattutto la percezione psichico e/o fisica di noi stessi e quindi stare meglio.
Attraverso il sito web si raggiunge un rapporto personale con gli oggetti “in vetrina” perché quella stessa vetrina è nel nostro computer di casa e non dobbiamo preoccuparci della fila o della commessa arrogante. Dobbiamo solo prestare attenzione a trovare un oggetto che ci permetta di sentirci valorizzati da quello che indossiamo, sia esso un capo o semplicemente una borsa.
La connessione ADSL rende immediata la visualizzazione delle foto di altissima qualità, mentre il “carrello” presente nella maggioranza dei siti di questo tipo, rende semplicissimo ordinare il prodotto, senza quasi farci rendere conto che stiamo parlando di oggetti di lusso. Tutto questo, se da una parte favorisce l’acquisto dei prodotti, dall’altro però non sostituirà mai la soddisfazione della scelta fatta di persona nel negozio.
Il sito è riuscito comunque nel suo intento, cioè quello di attirare il consumatore, di farsi pubblicità, di mostrare possibili oggetti che magari non sarebbero mai stati visti. L’importante è che il messaggio del brand di soddisfare le esigenze per “un miglioramento del proprio status-simbol” sia stato trasmesso al probabile acquirente.
Camilla Giubbilini