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lunedì, 21 gennaio 2008

UN ESEMPIO DI VALORE SU INTERNET: IL SITO WEB DI "GUCCI"

 

UN ESEMPIO DI VALORE SU INTERNET: IL SITO WEB DI “GUCCI”.

 

Nel cercare un esempio tipico di produzione di valore on-line attraverso la navigazione dei siti web, mi sono concentrata su quello che oggi sicuramente fornisce valore per molteplici motivazioni. Mi riferisco alle “grandi firme” che tramite la tecnologia di internet si sono ritagliate ulteriori spazi per evidenziare la particolarità del loro brand e per diventare conseguentemente “bisogni e soddisfazioni” per i loro clienti. Mi sono concentrata sulla navigazione del sito di Gucci, essendo un marchio di origine fiorentina. Famoso in tutto il mondo, ha creato attraverso il suo marchio l’immagine di prodotti capaci di donare a chi li possiede un miglioramento del proprio status-simbol, soprattutto perché oggi giorno “l’abito FA il monaco” e perché in un’epoca fatta di immagini come lo è la nostra, migliorare la propria, significa migliorare soprattutto la percezione psichico e/o fisica di noi stessi e quindi stare meglio.

Attraverso il sito web si raggiunge un rapporto personale con gli oggetti “in vetrina” perché quella stessa vetrina è nel nostro computer di casa e non dobbiamo preoccuparci della fila o della commessa arrogante. Dobbiamo solo prestare attenzione a trovare un oggetto che ci permetta di sentirci valorizzati da quello che indossiamo, sia esso un capo o semplicemente una borsa.

La connessione ADSL rende immediata la visualizzazione delle foto di altissima qualità, mentre il “carrello” presente nella maggioranza dei siti di questo tipo, rende semplicissimo ordinare il prodotto, senza quasi farci rendere conto che stiamo parlando di oggetti di lusso. Tutto questo, se da una parte favorisce l’acquisto dei prodotti, dall’altro però non sostituirà mai la soddisfazione della scelta fatta di persona nel negozio. 

Il sito è riuscito comunque nel suo intento, cioè quello di attirare il consumatore, di farsi pubblicità, di mostrare possibili oggetti che magari non sarebbero mai stati visti. L’importante è che il messaggio del brand di soddisfare le esigenze per “un miglioramento del proprio status-simbol” sia stato trasmesso al probabile acquirente.

 

Camilla Giubbilini

 


postato da: camgiub alle ore 12:18 | link | commenti (5)
categorie: valore, web marketing, gucci, siti web di valore
domenica, 20 gennaio 2008

Prima proposta "di valore"

Ecco un primo intervento da Alessandro Costabile che ci porta addirittura due esempi, cito direttamente il suo intervento:

"Il primo è http://it.answers.yahoo.com/
Un sito ad alto tasso di interattività in cui, l'utente iscritto fa domande e gli altri utenti cercano di risolvere la questione. Il problema è che a volte si trovano i soliti burloni che o rispondono in maniera errata o che, addirittura offendono, scrivono cose indicibili etc... Ovviamente c'è la possibilità di segnalare queste persone che automaticamente vengono eliminate. come dicevo, questo sito è molto utile, se usato bene.
spesso infatti si trovano domande alle quali si potrebbe dare risposta semplicemente andando a cercare con qualsiasi motore di ricerca.

il secondo sito, apparentemente molto simile al primo è www.ciao.it  un vero e proprio sito di confronto prezzi e giudizi su prodotti, negozi online e non, insomma, un sito in cui possiamo farci un'idea su qualsiasi prodotto. Anche qiesto sito ha una forte interattività, dato che le recensioni sono scritte dall'utente di internet."

Dunque, effettivamente si tratta di due siti interessanti che potremmo definire "di servizio". Tutti e due vogliono infatti  fornire delle "risposte" ai nostri "quesiti".

Il primo ha creato (o tenta di creare) una community dove le persone si aiutano a vicenda nel trovare le risposte agli argomenti più disparati. Gli argomenti sono poi divisi per temi ("directories" in stile old-yahoo) dove si trovano domande e risposte su di tutto e di più. Se si vogliono invece "postare" delle domande nuove, o fornire delle risposte a domande già fatte, bisogna registrarsi ed entrare così nella community... Navigazione molto facile e intuitiva e molto USA; inoltre i colori, i disegni e le icone ce lo fanno percepire come piuttosto "giovane" o "giovanilista". Tant'è vero che ci sono molte domande di studenti.

Il secondo sito, invece, propone una vetrina di opinioni su di un'amplissima gamma di prodotti e servizi. Tanto è vero che il suo sottotitolo è: "shopping intelligence".  Tante le opinioni, e anche abbastanza spesso qualificate, ma soprattutto per alcune categorie merceologiche (cellulari, auto, moto, ecc.). Non è però  facilissimo registrarsi per lasciare la propria opinione. Direi che mi sembra anche  abbastanza giusto: a volte un opinione a casaccio (o volontariamente malevola...) può creare notevoli danni. Sta di fatto che ci sono molti link sponsorizzati, cioè molta pubblicità. Quanto a design è più "serioso" del primo ma sempre abbastanza intuitivo.

Dunque, tutti e due i siti propongono dei servizi abbastanza interessanti, per diverse categorie di utenti. Tutti e due con una "mission" molto dichiarata e molto esplicita già nei titoli e sottotitoli (si chiama "concept" e ne parleremo meglio più avanti...)

Proviamo a fare un passettino in più e a domandiamoci, come seconda parte dell'esercitazione, perché lo fanno? O meglio: cosa chiedono in cambio e cosa, secondo voi, ottengono?

In aula proveremo a fornire qualche risposte e le riporteremo sul blog, ma chi vuole già provarci, commenti pure  questo articolo...

dvd

postato da: dvd25 alle ore 15:15 | link | commenti (2)
categorie:

L'importanza dell'archiviazione dati nelle vite di ciascuno di noi

L'altro giorno a lezione si è affrontato il punto di come "l'archiviazione dati", oggi, sia un settore molto importante. Si è parlato del IBM che fornisce questo servizio a delle banche, i loro, penso, maggiori clienti, che ritengono piu conveniente dare le proprie informazioni in gestione ad aziende terze.
Io avevo portato l'esempio di un caso, che non avevo molto chiaro, di una "perdita dati" successo a Londra pochi mesi fà, per sottolineare, appunto, il livello di pervasività che ormai l'informatica ha nelle nostre vite, di cui non siamo pienamente consapevoli.
Ho ri-trovato l' articolo sulla Republlica che parla di questo.
Il caso presenta molte cose su cui discutere, (per esempio la scelta ardita di spedire tutti quelle preziose informazioni preziose per mezzo del servizio postale, su un supporto fisico piuttosto che attraverso una rete) ma il messaggio principale era che, a causa della perdita di due dischi contententi i dati di (!!) 25 milioni di cittadini britannici e di 9,5 milioni di famiglie, durante un trasferimento fisico dei dati ( in dischetti !?!?!) (trafiletto preso dall'articolo) ".. ha spinto oggi milioni di britannici a correre in banca per verificare il proprio conto, e magari cambiarlo nel timore di furti di identità e frodi. Numerose banche hanno messo in allarme i dipendenti affinché siano pronti a fronteggiare l'ondata di clienti preoccupati. E' stato anche raccomandato di verificare scrupolosamente l'identità di chi fa le operazioni: cosa non semplice, in un Paese in cui non esistono le carte d'identità".

L'articolo continua cridicando anche la lentezza degli uffici competenti ad accorgersi dell'incidente. Comunuqe mi premeva solo sottileare quanto un servizio, per noi praticamente inesistente, potrebbe farci venire l'anisa se avesse un subisse un crack inaspettato.

postato da: pillolandia alle ore 14:31 | link | commenti (2)
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sabato, 19 gennaio 2008

Prime richieste di password... e primi siti

Ecco le prime richieste e spero quindi arriveranno vostri proposte in merito a realtà di valore nella Rete.
A questo proposito c'è la domanda di una studente, arrivatami ieri in posta, che credo sia corretta e meriti una risposta pubblica.La domanda è: "cosa intendiamo per un sito di valore"?
Domanda pertinentissima che avrei dovuto prevenire con una, almeno minima, spiegazione. Ed ecco la risposta che ho provato a dare:

"Allora, piccolissima guida per la ricerca del "valore" (in Rete)
In economia - cercherò di dirla in modo semplice - qualcosa ha valore (un oggetto, un servizio, una prestazione), se c'è qualcuno disposto ad offrirla e qualcuno disposto ad acquisirla, dando qualcosa d'altro in cambio. Tipicamente e tradizionalmente nei mercati lo scambio avveniva ed avviene mediante cessione di denaro. Con il denaro, il valore ha una precisa misurazione economica, magari non sempre soddisfacente, ma generalmente accettata.

Esistono oggetti, servizi, prestazioni o comunque eventi, il cui valore non è facilmente misurabile in denaro: una battuta di spirito, il sorriso di una persona cara, un bel tramonto,  l'attenzione che una persona ha per ciò che stiamo dicendo (o scrivendo), un sito web - continuando negli esempi - che ti fornisca le informazione che stavi cercando, o che ti dia la possibilità di metterti in contatto con persone che hanno i tuoi stessi interessi.

Dunque il valore è evidentemente un concetto che può avere diverse accezioni ed ha molto a che fare con i gusti e gli interessi soggettivi. Campo apparentemente minato (soprattutto per i filosofi!).

Ma un modo molto "empirico" per riscontrare l'esistenza di "valore" in qualcosa e constatare una soddisfazione, o, più in generale, un miglioramento del proprio stato psichico e/o fisico dopo aver ottenuto quel qualcosa.

Tornando a noi: ci possono essere realtà su Internet e sul web che forniscono - in qualche modo e in tanti modi - delle "soddisfazioni di desideri o bisogni" e dei "miglioramenti del proprio stato" e che quindi hanno un "valore". Tu ne conosci qualcuna?

Ti domanderai e anche altri del corso si domanderanno: perché questa ricerca? Per cercare di capire - insieme -  cosa produce valore in Rete e, in seconda battuta, cosa i produttori di questo valore chiedono  (o ottengono senza chiedere) in cambio.

E per continuare nel gioco del perché: a che scopo questa ricerca? Perché se siamo in grado di capire cosa produce valore e cosa si chiede e si può ottenere in cambio, abbiamo qualche elemento in più per poter lavorare on-line (ovvero produrre valore e ottenere qualcosa in cambio).

Utile? Spero di si...
"

dvd

postato da: dvd25 alle ore 20:24 | link | commenti
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domenica, 13 gennaio 2008

Si comincia...

Eccoci: da domani, salvo errori ed omissioni (sempre per me possibili) il corso di "Teorie e Tecniche dei Nuovi Media" comincia domani pomeriggio dalle 18 alle 20!

Non sono per niente pronto, anche perché, non so bene per quale motivo, ero convinto che si cominciasse la settimana seguente. Beh farò del mio meglio per recuperare il ritardo e per non annoiare troppo i partecipanti.

Comunque, per chi non li avesse ancora trovati, o voglia controllare (e fa bene!) ecco il link agli orari delle lezioni.

Bye a domani (per chi frequenta)

dvd

postato da: dvd25 alle ore 20:15 | link | commenti
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