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lunedì, 14 maggio 2007

DRM e lavoro, studio, divertimento...

Molto, molto ben detto e ben trovato.
Cari Nela e Martik, devo dire che mi aprite il cuore a parlare di questi argomenti. Ho sempre paura di annoiarvi con i miei discorsi sul Diritto d'autore e la sua gestione (Digital Rights Management = DRM).

Il fatto che si stia aprendo, per la licenze Creative Commons (ancora non l'ho verificata direttamente) l'utilizzabilità diretta sui documenti MS Office (anche se questi ultimi non mi stanno troppo simpatici...) mi sembra un ottimo passo nella direzione di un sapere e di una creatività sempre più condivise.

Dove condivisione non sta per - almeno per me - per rinuncia ai ricavi (giusti) derivanti da opere d'ingegno e creatività. Ci mancherebbe altro!

Come ha ben esemplificato Nela, abbiamo già un bel numero di esempi di artisti (effettivamente è una definizione un po' vaga quella di artista...) che si vanno facendo strada "regalando", almeno in parte, la loro opera. E il sistema stesso della distribuzione musicale sta entrando in crisi grazie a questo (mi permetto di ricordarvi ancora una volta un bel libro: "La Coda Lunga" di Chris Anderson, edizioni Codice, 19 €)

Invito i partecipanti al Blog a dare un'occhiata alle licenze Creative Commons (vedete anche il link nel precedente post di Nela dedicato al mondo di Flickr). Del resto anche Wikipedia e tutto il mondo dei "wiki" si sta muovendo in questa direzione. Di un mondo dove la creatività non debba essere ingabbiata un un sistema di gestione dei diritti e di distribuzione dei prodotti che va a favore principalmente delle grandi società che "sanno come fare" e di pochi fortunati "artisti" che sono in grado di sfornare (o vengono messi in grado di) Hits a ripetizione.

Bene, vorrei parlarvi di progetti su questa strada, ma vi ho già annoiato abbastanza, e per ora è prematuro...

dvd

postato da: dvd25 alle ore 00:04 | link | commenti
categorie: serendipity, copyright, creative commons, diritto dautore, drm
domenica, 13 maggio 2007

Ancora sui diritti d'autore


Un pò di online serendipity mi ha fatto tornare sul tema dei diritti d'autore. O meglio, mi ha fatto entarci dentro.


Fin'ora non mi sono occuppata tanto di questo tema, aparte il fatto che non ero proprio compassionale con il dibattito per proteggere i prodotti di musica commerciale online (perchè secondo me, comunque guadagnano troppo e la organizzazione capitalistica del mondo ha creato un forte sbilancio fra l'importanza del contributo alla società attraverso il lavoro, e il guadagno che se ne trae- i.e. un calciatore che guadagna molto, ma molto più di un dottore etc.).


Quindi, questo dibattito per proteggere i "poveri" artisti (e la cosa che fa ridere e che qui stiamo parlando di "artisti" anche e forse sopratutto della categoria Britney Spears), non mi ha creato troppe simpatie.


Dall'altra parte, L'esempio degli Arctic Monkeys ha mostrato come si puo guadagnare nella musica e diventare famosi anche distribuendo materilai gratuitamente online. (Loro erano diventati famosi internazionalmente prima ancora di aver pubbliccato un'album, senza aver mai dato una intervista nei giornali, e senza aver mai apparso in televisione- tutto grazie al distibuire i materiali gratuitamente online).


Certo, nel caso dei diritti dell'autore non si tratta soltanto del guadagno commerciale (ma anche di quello egoistico :)), dove vogliamo il riconoscimento personale per il lavoro che abbiamo fatto). E' difficile capirlo vivendo dentro la nostra cultura fortemente individualista, ma nelle culture antiche non si poneva l'accento sul successo individuale, perchè era considerato che "tutto proveniva dal dio". E questa filosofia ha senso anche se ci pensiamo sopra al di fuori dalle credenze religiose. (si potrebbe discutere sul fatto che tutte le grandi scoperte, che portano il nome del creatore, sarebbero state "scoperte" prima o poi da un'altra persona: dall'America alle scoperte tecnologiche).


Comunque, è un stato di cose che difficilmente sarà cambiato, perchè ormai è diventato parte di nostro modo di essere il voler avere i crediti per ciò che abbiamo creato, scoperto, scritto, fatto.


A tutto questo discorso sono arrivata cercando di capire come posso proteggere le mie foto su Flickr dagli innumerevoli download da parte degli sconoscuiti, visto che ora sto iniziando a fare degli foto-servizi per un sito web, che ovviamente, non vuole pubbliccare le foto pubbliccate dagli altri. E ho trovato che Flickr offre la possibilità di usare i strumenti creati da Creative Commons (che già è stato accennato dal professore De Mars), dove ognuno può aggiungere delle icone sulle sue foto che fanno un set di diritti d'autore "some rights reserved", come opposto ad "all rights reserved".

Cosi', si può scegliere se vogliamo offrire l'uso delle nostre foto a tutti senza limiti, a tutti soltanto se lo fanno senza scopi di lucro, a tutti solo se non alterano le nostre foto, solo se segnalano il nostro nome etc. etc. Per vedere i tipi di licenze offerte da Creative Commons su Flickr, visitare:


http://www.flickr.com/creativecommons/






postato da: Nela alle ore 13:10 | link | commenti (4)
categorie: serendipity, copyright, creative commons, flickr, diritto dautore, drm

OER-materiali di studio gratis e accessibili a tutti

Open Educational Resources è un movimento online guidato dalla Creative Commons, che cerca di fare i materiali di studio (dalla biologia alle scienze sociali) gratis e accessibili a tutti. Inoltre, offre la divisione dei materiali a livelli di istruzione (i.e. scuola superiore, università, post-graduate), offrendo innumerevoli corsi online tratti dai programmi delle università prestigiose e tante altre risorse.

Qui il link sulla pagina che offre i testi e i corsi nella sfere di comunicazioni, opinione pubblica, giornalismo, scienze sociali:

http://www.oercommons.org/home/home_browse/general_subject/humanities

postato da: Nela alle ore 13:08 | link | commenti (1)
categorie: serendipity, copyright, creative commons, diritto dautore, drm
martedì, 01 maggio 2007

Internet-Possibilita' illimitate o un percorso prevedibile?

Seguendo i link dalle slides delle lezioni e quelli dal sito, mi sono accorta come' accesso a una certa fonte di informazione cambia il nostro regolare percorso online. Quella fonte può essere situata nella rete stessa, ma lo può anche essere un'amico, un insegnante, un'altro mass-media. E tutto tramite i link. A volte ne bastano uno o due link per iniziare. Poi, sul nuovo sito se ne trova un altro, poi un altro ancora. Parlando dell'internet sempre si parla dei percorsi illimitati, opportunita' illimitate, ma in realtà, tutto dipende da quanto ne sappiamo di quelle possibilità. Diversamente della televisione (almeno quella tradizionale), su internet non abbiamo la possibilità di sfogliarne prima tutti i canali per poi sceglierne quelli che più ci interessano. E nostante l'apparente accesso illimitato, siamo sempre limitati dallo nostro stesso sapere. Una puntata recente appunto della quinta di copertina parlava della "download generation", di come i giovani utilizzano l'internet maggiormente per scaricare dati. Poi c'e' chi lo usa solo per l'email, solo per leggere i giornali online, solo come enciclopedia, solo per cercare cose a caso su Google (che ormai lo utilizziamo come se fosse il motore di ricerca unico). L'accesso illimitato in teoria, ma in pratica un accesso ben definito e di persorsi abbastanza prevedibili. E poi arrivano i "social bookmarks", del.icio.us ed altri. Che sembrano una specie di profilo personale scritto nella forma dei link. La lista intera del nostro percorso preferito online. Condivisa con gli altri. Salvare e cercare cosa hanno salvato gli altri inserendo la parola chiave. Sembra un popularity test per i motori di ricerca tradizionali. Non stiamo più contando i click, ma le pagine sulle quali la gente ci vuole tornare. Una specie di passa parola virtuale e scriptizzata. Sembra un strumento che rafforzera' la popolarita' dei siti gia popolari.

postato da: Nela alle ore 17:58 | link | commenti (1)
categorie: serendipity, social bookmarking

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