A dire la verità, ho sempre avuto un approccio avversivo verso i siti social bookmarking.
Anche se mi sono registrata mesi fa su delicious, l'ho usato soltanto nei primi giorni.
Tutto quel sentimento di una vastissima e indiferenziata communità dei, (per usare la frase che appartiene alla concorrenza) diggers, la trovavo un pò sconcentrante.
Ma, ora, devo amettere, qualche giorno fa, ho trovato Tumblr (grazie alla segnalazione su Webgol), e lo trovo molto semplice, pratico e comodo.
L'idea principale di Tumblr sembra appunto diminuire tutta quella confusione che esista sui siti social bookmarking, pone l'accento sulla massima semplicità, ed è veramente prima uno spazio personale online dove salvare video, citazioni, articoli (testi), e immagini che ci sono piaciuti online.
Anche se esiste la possibilità di aggiungere amici, questo e soltanto una funzione secondaria. Registrazione semplicissima, comodissimo il bottone "share" scaricabile in maniera "drag 'n' drop" sulla bookmarks menu.
La bellezza di Tumblr è proprio questo accento sul personale- le pagine degli utenti sembrano piccoli giornali, piccole riviste con delle sezioni diverse (anche se molto spesso, l'unità del contenuto rifletta soltanto la personalità del "editore")
Infatti, è da quando l'ho scoperto che lo sto usando per segnalare tutte le cose interessanti che trovo online, ma sopratutto, lo sto utilizzando per segnalare cose utili per questo corso. Ho iniziato già a copiare li' tutti i link che avete pubbliccato voi su questo blog, o che si trovano sulle dispense, e ve lo segnalerò verso la fine delle lezioni, cosi' magari tutti si possono orientare più facilmente se vogliono approfondire.
Divertente e mi offre la possibilità - da un punto di vista noiosamente didattico - di rimandarvi al fenomeno del social bookmarking come attività di condivisione dei percorsi e delle risorse e soprattutto come attività di classificazione delle informazioni assolutamente innovativa e proveniente "dal basso" ovvero dagli utenti e non dai creatori dei contenuti e delle risorse.
A cosa porterà precisamente non saprei dire, ma considerando quanto è difficile e al tempo stesso importante classificare le risorse online, credo che possa avere effetti notevolissimi!
Quanto al come far soldi (idea fissa di tutti...) non mi sembra di aver trovato grandi idee su "43 things"! Anche lì però un rimando utile a fini didattici: Adsense di Google!
(ma è anche un'ottima risorsa per chi ha un blog almeno un po' visitato)
http://it.43things.com/
Per chi non lo conosce ancora, e assolutamente un sito da visitare e da provare. Forse è anche un buon punto d'inizio per chi vuole capire un pò come funzionino (e a che servono) le online communities. Diciamo che 43 things e' una cosa a meta' fra lo svago e la organizzazione degli nostri obbiettivi nella vita.
43 cose- Il titolo sta per 43 obbiettivi da raggiungere. Ognuno può mettere in lista 43 obbiettivi, che poi diventano i "tag". Se non ne ha abbastanza degli obbiettivi propri, può cercare inspirazione guardando i tag degli altri. Quando si trova un obbiettivo in comune, basta segnarlo e l'obbiettivo diventa parte anche della propria lista. A chi piace vantarsi, e' possibile anche segnalare gli obbiettivi altrui già compiuti, ma anche discuterli, trovare le persone con gli obbiettivi simili etc. Infine è un altro modo di social networking, mettersi in contatto con chi ha simili interessi (o informazioni utili).
Imparare una lingua, fare un viaggio...
PS In questo momento, la TAG più grande (quindi più utilizzata) sulla pagina italiana è FARE UN SACCO DI SOLDI.
lol
Seguendo i link dalle slides delle lezioni e quelli dal sito, mi sono accorta come' accesso a una certa fonte di informazione cambia il nostro regolare percorso online. Quella fonte può essere situata nella rete stessa, ma lo può anche essere un'amico, un insegnante, un'altro mass-media.
E tutto tramite i link. A volte ne bastano uno o due link per iniziare. Poi, sul nuovo sito se ne trova un altro, poi un altro ancora.
Parlando dell'internet sempre si parla dei percorsi illimitati, opportunita' illimitate, ma in realtà, tutto dipende da quanto ne sappiamo di quelle possibilità.
Diversamente della televisione (almeno quella tradizionale), su internet non abbiamo la possibilità di sfogliarne prima tutti i canali per poi sceglierne quelli che più ci interessano. E nostante l'apparente accesso illimitato, siamo sempre limitati dallo nostro stesso sapere.
Una puntata recente appunto della quinta di copertina parlava della "download generation", di come i giovani utilizzano l'internet maggiormente per scaricare dati.
Poi c'e' chi lo usa solo per l'email, solo per leggere i giornali online, solo come enciclopedia, solo per cercare cose a caso su Google (che ormai lo utilizziamo come se fosse il motore di ricerca unico).
L'accesso illimitato in teoria, ma in pratica un accesso ben definito e di persorsi abbastanza prevedibili.
E poi arrivano i "social bookmarks", del.icio.us ed altri. Che sembrano una specie di profilo personale scritto nella forma dei link. La lista intera del nostro percorso preferito online. Condivisa con gli altri. Salvare e cercare cosa hanno salvato gli altri inserendo la parola chiave.
Sembra un popularity test per i motori di ricerca tradizionali. Non stiamo più contando i click, ma le pagine sulle quali la gente ci vuole tornare.
Una specie di passa parola virtuale e scriptizzata. Sembra un strumento che rafforzera' la popolarita' dei siti gia popolari.
Ecco subito un'argomento che mi ha fatto riflettere negli ultimi giorni...
Come ho detto prima, nel post precedente (nel caso qualcuno l'abbia letto :)), le lezioni non le ho seguite, e quindi non lo so se ne avete parlato finora di questo tema.
Cmq, l'ho trovato strano che, in quelli insegnamenti che ho seguito, non si è sentita neanche una parola su questo evento (si è parlato di Madre Teresa, del Papa Giovanni e del calcio, con tutto il rispetto dovuto, sopratutto ai primi due nominati), ma neanche una parola sull'evento che ha fatto la principale notizia per giorni nel maggior numero dei mass-media del tutto il mondo.
E perche' se ne dovrebbe parlare?
Non è perche siamo tutti studenti e il tema ci riguarda.
Non è perche dobbiamo essere preoccuppati delle leggi sul aquisto delle armi negli Stati Uniti.
Non è perche ne hanno parlato e scritto tutti (o quasi) i media del mondo.
Ma è perche, proprio nell'ambito di internet, questo evento ha sottolineato un momento forse non ancora visto (almeno non al livello mondiale).
Gli studenti uccisi sono stati sopravissuti dai loro blog.
Molti di questi blog, ma sopratutto quello di Emily Jane Hilscher su Facebook, (l'alternativa al Myspace, ma quello che cambia è che la maggior parte delle persone ci mette il loro vero nome), sono diventati dei veri e propri luogi di commemorazione online, con migliaia e migliaia di visitatori per giorno. (questo, nei primi giorni, anche perche ci è stato l'aiuto degli grandi media come BBC, CNN ed altri che lo hanno link-ato, ma non solo: i media importanti hanno anche usato le citazioni da questi blog per descrivere le persone decedute. Anche questo è un momento, se non nuovo perche è già da un pò che i post si utilizzano come punti di vista della gente comune dalla parte dei media stampati, almeno un momento di interesse per un futuro giornalista.
Saranno i studenti uccisi della Virginia Tech il primo gruppo di esser stato sopravissuto dalle loro presentazioni personali online? Sicuramente sarà successo prima, con qualche giornalista. Ma sempre e comunque, non sembra anche un piccolo (o grande?) fenomeno, una svolta?
Tsunami ha marcato l'inizio di citizen journalism.
11 settembre ha, dicono, segnato l'inizio di un nuovo momento nella storia (direi contemporanea).
Virginia Tech, mi sembra, ha marcato l'inizio di un internet che soppravvive i loro creatori.
Se ne sapete di altri esempi, se siete d'accordo, se non siete d'accordo, mi piacerebbe sentire le vostre opinioni.
A me mi sembra un buon motivo per scatenare i pensieri su:
Come cambiera internet di domani?
Le culture dei bloggers, i loro siti, se potrebbero essere ritracciati, potrebbero anche fornire informazioni utili nelle risoluzioni dei crimini?
Cosa succederà con i blog di successo una volta non ci sono più i loro creatori? E se il blog Emily Jane Hilscher avrebbe avuto Adsense? Chi avrebbe guadagnato dai innumerevoli click dopo la sua morte? E se accade la morte di un utenete di Paypal (il sistema di pagamento online)? Chi avrebbe la comunicazione sui suoi guadagni, dove finirebbero questi soldi?
Queste ultime domande mi piacerebbe sentire risposte dal prof. o da qualcuno degli studenti che ne ha un'opinione o un'informazione.
Forse quest'ultimo non sembra direttamente legato all giornalismo online, pero' secondo me lo e' comunque e per tutti, ma anche e forse sopratutto per i giornalisti online che vanno pagati tramite i loro blog, o che raccolgono altri pagamenti tramite Paypal e sistemi simili, dei quali ne saranno tantissimi e sempre di più.
Alla fine, i link sul tema:
-Il sito ufficiale della Universita: Virginia Tech (anch'esso diventato un punto di riferimento e d'informazione per i giornalisti, ma non solo) http://www.vt.edu/tragedy/
-Un articolo, in inglese purtroppo, che parla di Emily Hilscher su facebook, come altri blog su facebook e altrove hanno pubbliccato delle informazioni false intorno alla sua relazione con il killer, poi trasmessi dai media etc. http://blog.fastcompany.com/archives/2007/04/23/facebook_and_virginia_tech_a_new_normal.html